lunedì 5 dicembre 2022

PINACOTECA

Piano per l’arte contemporanea La proposta della Pinacoteca Nazionale di Sassari è risultata vincente. Arrivano al Museo due magnifiche sculture di Costantino Nivola Il progetto della Direzione Musei Sardegna si aggiudica un finanziamento di 120 mila euro Ora è ufficiale. La proposta della Pinacoteca Nazionale di Sassari, nell'ambito delle attività di acquisizione e incremento del patrimonio pubblico nel settore dell'arte contemporanea, è risultata vincente. Al Museo arrivano i fondi per l'acquisto di due magnifiche sculture di Costantino Nivola, che vanno ad arricchire la collezione del Novecento sardo. Il progetto della Direzione Musei Sardegna si è aggiudicato un finanziamento di 120 mila euro. L’iniziativa, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, con il Piano per l’Arte Contemporanea (PAC), ha premiato la figura di Costantino Nivola. Entrano così a far parte della collezione della Pinacoteca due sculture in marmo che rappresentano uno dei temi maggiormente significativi della ricerca di Nivola, ovvero il binomio figura femminile e figura maschile, Dea Madre e Costruttore, realizzate tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Le opere sono due notevoli esempi della produzione dell’artista, nelle quali la sintesi volumetrica è chiamata a dare forma alla rielaborazione di immagini appartenenti sia ad un passato prenuragico panmediterraneo sia ad un fondo di memorie intime e familiari, cui Nivola resterà sempre tenacemente attaccato. Aperto a tutti i musei e ai luoghi della cultura pubblici italiani, il Piano prevede l’acquisizione di alcune delle più significative produzioni artistiche e della creatività contemporanea realizzate negli ultimi 70 anni, sia da riconosciuti Maestri nazionali e internazionali, sia dai più riconosciuti autori e autrici viventi attualmente operativi e significativi nell’ambito delle ricerche artistiche nazionali e internazionali, secondo la duplice esigenza di colmare le lacune retrospettive e di lasciare spazio alla creatività del presente. Come ulteriore riconoscimento della grandezza della figura e della produzione dell’artista, il suo nome viene inserito tra quelli rispondenti agli obiettivi del Piano per l'Arte Contemporanea, che sancisce l'interesse culturale eccezionale del lavoro del Maestro sardo. Per ulteriori informazioni: https://musei.sardegna.beniculturali.it/ https://www.facebook.com/DirezioneregionaleMuseiSardegna https://www.instagram.com/direzionemuseisardegna/ drm-sar.pinacoteca.sassari@cultura.gov.it o al numero 079 231560

venerdì 18 novembre 2022

PRESENTAZIONE LIBRO DI TORE ABATE

 

 

Si è svolto, l’incontro con l’autore de I pregi degli isolani, di Salvatore Abate, a cura degli Amici della Biblioteca e della Biblioteca Comunale della Maddalena. Ha presentato Gian Luca Moro. Margherita Scarpaci, Gennaro Avellino, Lucia Spano, Micaela Quadrio, Maddalena Migliore e Corrado Casabuoni hanno letto e interpretato alcuni brani tratti dal libro, che non è un romanzo, ma una sorta di ibrido letterario in cui le vicende raccontate mescolano invenzione e realtà. Si tratta di fatti realmente accaduti, ma esposti alla maniera dell’autore. I luoghi e i personaggi sono pressappoco reali. Al netto dei nomi di fantasia attribuiti.

 

La storia e le storie che riguardano la nostra terra non sono separate dalla sensibilità che avvertiamo nel raccontarle. Per questo ci serviamo di una chiave di lettura che risente del nostro legame affettivo, cercando di non adoperare il linguaggio delle favole. Dichiarava il grande storico Jacques Le Goff: “La storia va più o meno in fretta, ma le forze profonde della storia si fanno cogliere solo nei tempi lunghi”. Le dinamiche che hanno condizionato le scelte e i comportamenti del passato possono riprodursi anche nei tempi relativamente moderni. Un secolo fa le forze predominanti all’interno di una società assumevano determinate sembianze, oggi ne assumono delle altre, diverse. A nostro avviso, potrebbero mostrarsi identici i movimenti e gli sviluppi. 

Il periodo trattato in questo saggio è da considerarsi rappresentativo per la storia sarda, e maddalenina in particolare. Accadono fatti che destabilizzano una comunità, un poco come sta avvenendo nell’ultimo ventennio del secolo che viviamo.

Parliamo di protagonisti casuali, nel corso della Grande guerra. E immediatamente dopo. Casuali, forse, perché figure sfumate. Ad eccezione di quella del Commissario regio Pietro Lissia, che, al contrario, ha contorni ben definiti e che riempie la scena. La sua è la figura di un attore con poca esperienza professionale, al quale la straordinarietà del momento impone di attribuirsi la parte principale nella rappresentazione teatrale di cartello. Senza avere ricevuto anticipatamente l’accordo del regista celebrato della pièce, né quello dell’ autore.

La fatica spesa nell’interpretare un personaggio dai molteplici risvolti umani è straordinaria. Il neofita se la cava abbastanza bene, meritando qualche applauso a scena aperta. E anche qualche fischio e la disapprovazione di una platea attenta, quando l’enfasi, caricata nella performance, occulta intenzionalmente le ambizioni smisurate e i fini realizzabili nel lungo periodo. La Maddalena  e la sua gente diventano macchine trainanti di una carriera consumata tra luci e ombre.

L’autore ha riferito, a modo suo, dei primi anni del percorso politico di Lissia, svolto all’interno delle istituzioni. Vale a dire, gli anni della permanenza a La Maddalena e, in parte, quelli in cui i legami con la Sardegna non sono completamente recisi e in cui, nell’assemblea legislativa, l’“homo novus” della politica sembra avere ricevuto l’eredità dell’avvocato Giacomo Pala, gran sardo e degno rappresentante della Gallura. Il seguito del “cursus honorum”, che conduce Lissia a ricoprire cariche di potere in seno all’apparato del regime fascista, interessa, sinceramente, poco. Così come destano altrettanto poco interesse i risultati conseguiti dall’ex Commissario straordinario del Comune della Maddalena, mentre veste la camicia nera.

 

 

 

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