Andrea Nieddu blog

martedì 31 ottobre 2017

NTERNAZIONALIZZAZIONE, LONDRA PROMUOVE L’AGROALIMENTARE DELLA SARDEGNA. PIGLIARU: ESSENZIALE FARE RETE. PIRAS: OFFRIAMO ALLE IMPRESE STRUMENTI PER CRESCERE

I


Londra, 31 ottobre 2017 – Visitatori qualificati e operatori commerciali britannici conquistati dai prodotti del settore agroalimentare della Sardegna. La presenza della Regione, con uno spazio speciale riservato a ben ventisette aziende accompagnate dal presidente Francesco Pigliaru e dall’assessora dell’Industria Maria Grazia Piras, non è passata inosservata all’edizione 2017 del Real Italian Wine and Food di Londra, manifestazione ospitata nello spazio prestigioso della Westminster Church House, evento organizzato da ICE Agenzia e inserito nel Programma per l’Internazionalizzazione elaborato dall’Assessorato dell’Industria. Per le imprese sarde è stata un’occasione importante per proporsi ai mercati esteri e in particolare al mercato britannico, sempre attento alla qualità dei prodotti dell’agroalimentare made in Italy. Gli imprenditori hanno avuto l’opportunità di incontrare gli importatori locali e di avviare trattative per la commercializzazione dei prodotti sardi a Londra. Particolarmente apprezzati i vini. Decine di esperti ed enologi britannici hanno degustato una selezione dei migliori vini delle cantine isolane in un Masterclass: dal Cannonau al Vermentino, dal Carignano al Monica.
PIGLIARU, FARE RETE PER CONQUISTARE MERCATI ESTERI.
“Entrare nei mercati esteri è difficile, ma per noi è essenziale”, ha detto il presidente Pigliaru. “Abbiamo un agroalimentare di altissima qualità che non possiamo permetterci di continuare a vendere solo in Sardegna. I grandi mercati mondiali, come in questi giorni ci sta dimostrando l’attenzione ricevuta a Londra, sono molto interessati alle eccellenze, ma noi dobbiamo sapere esattamente cosa fare per riuscire a conquistare i benefici che se ne possono trarre. Spesso abbiamo imprese molto piccole, che fanno difficoltà a farsi conoscere e cogliere le opportunità giuste. Per questo lavoriamo per unire, per spingerle sempre di più a fare rete - ha proseguito -, perché se ci si mette tutti insieme a parlare con gli importatori, se ci si confronta con chi ha avuto già successo sommando conoscenze e acquisendo esperienze, si può riuscire in uno o due anni a migliorare notevolmente lo scenario, con molte più imprese che saranno in grado di aprire il mercato per sé e per quelli che verranno dopo. Alla fine di questi incontri in giro per il mondo, che abbiamo pensato come una vera e propria campagna di conoscenza - ha sottolineato il presidente Pigliaru facendo riferimento all’intero progetto per l’internazionalizzazione portato avanti dalla Regione -, faremo un evento in Sardegna in cui riuniremo tutti quelli che in questi giorni sono stati qui, a Singapore, a Los Angeles, a Berlino e ci fermeremo a riflettere insieme, a dirci cosa abbiamo capito e quali sono i passi successivi da fare. Non ci sono bacchette magiche - ha concluso Francesco Pigliaru -, ma c’è un percorso da fare insieme e con molta precisione”. 
PIRAS, OFFRIAMO ALLE IMPRESE GLI STRUMENTI PER CRESCERE.
“La scommessa sulla quale stiamo investendo idee, progetti e risorse è quella di far crescere l’export delle aziende sarde, a partire da quelle dell’agroalimentare. Ci sono tutte i presupposti per vincere questa sfida, perché i nostri prodotti, in fatto di qualità e genuinità, non temono la concorrenza”. Così l’assessora dell’Industria Maria Grazia Piras. “L’esperienza di Londra insegna che ce la possiamo fare. Gli imprenditori hanno l’opportunità di cogliere i frutti del lavoro fatto in questi giorni nella capitale britannica. Abbiamo visto che occorre puntare moltissimo sulla formazione – ha aggiunto l’assessora Piras – le aziende devono farsi trovare pronte, conoscere a fondo i mercati esteri ed essere accompagnate da consulenti e professionisti qualificati, un discorso che vale soprattutto per        quelle imprese al cui interno non esiste la figura dell’export manager. Il nostro Assessorato, grazie al Programma per l’internazionalizzazione, sta offrendo proprio queste opportunità. Era la strategia che guidava la prima fase del Piano e la stiamo rafforzando con il nuovo Programma 2017-2020. Sono quattro gli obiettivi principali: replicare l’esperienza dell’Export Lab, predisporre i nuovi bandi per il partenariato misto, costruire i nuovi bandi per le imprese singole e intensificare le missioni istituzionali nel 2018 con lo scopo di portare le eccellenze dell’Isola all’estero e attrarre nuovi investimenti”.

Le foto sono disponibili al seguente link:

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MIGRANTI, SPANU VISITA CENTRO DI ACCOGLIENZA PER MINORI NON ACCOMPAGNATI AD ARITZO : REGIONE IN CAMPO PER FAVORIRE INCLUSIONE E INTEGRAZIONE

 . «L'integrazione dei migranti è un percorso graduale, che richiede impegno e azioni mirate e ci sono segnali incoraggianti come quello che giunge da Aritzo con un Centro destinato ai minori e un altro Centro di accoglienza inseriti in modo equilibrato nella comunità. L'accoglienza, basata sui piccoli numeri, favorisce l'inclusione e una convivenza senza traumi ».
Così l'assessore degli Affari Generali Filippo Spanu che oggi ha visitato ad Aritzo la struttura che ospita 15 minori non accompagnati, partiti dalle coste libiche e arrivati in Sardegna al termine di viaggi drammatici. Altri minori vivono nel Centro di Accoglienza straordinaria in cui sono ospitati anche 40 giovani che hanno raggiunto la maggiore età.
Il centro, destinato esclusivamente ai minori, è gestito dalla cooperativa sociale Vela Blu. Spanu è stato accolto dalla presidente di Vela Blu Anna Melis e dagli operatori del Centro. Era presente il sindaco di Aritzo Gualtiero Mameli.
Il ruolo della Regione. "La Regione - ha osservato l'assessore – insieme al Tribunale per i minorenni, alle Prefetture e ai comuni, sostiene con attività in vari campi, dalla scuola alla cultura allo sport, i minori stranieri che sono giunti in Sardegna senza i genitori. Abbiamo stanziato risorse e dato impulso all'apertura di strutture a loro esclusivamente dedicate. C'è ancora tanto da fare ma siamo convinti di aver intrapreso un cammino che porterà i risultati attesi. Stiamo lavorando per potenziare la rete degli Sprar, che apre la strada a una migliore convivenza nei territori e per sensibilizzare i giovani sardi sul tema delle migrazioni attraverso un ciclo di incontri nelle scuole della Sardegna".
Le speranze dei ragazzi. "Ai giovani ospiti, giunti da Niger, Mali, Senegal e Bangladesh, ho ricordato quanto sia necessario imparare la lingua italiana e conoscere il luogo di arrivo, due aspetti che costituiscono la base di un corretto processo di inclusione. I ragazzi hanno mostrato motivazioni forti e in particolare la volontà di andare a scuola e di partecipare ad attività  formative. Hanno formulato speranze per il futuro: qualcuno vuole fare il medico, altri i giornalisti, i giocatori di basket e i calciatori. Vogliono restare in Sardegna, vivere nella terra che li ha accolti con grande calore, pur mantenendo vivo il legame con gli affetti lontani e l'utilizzo degli smartphone è legato proprio all'esigenza di coltivare il rapporto con le radici e con i luoghi di origine".
Le richieste degli operatori. Spanu si è poi intrattenuto con la presidente della cooperativa Vela Blu e con gli operatori della struttura che hanno rimarcato il bisogno di avere il sostegno continuo delle istituzioni e le difficoltà che insorgono quando i ragazzi compiono il 18esimo anno di età  e in particolare la necessità di avere maggiori certezze sui tempi di rilascio del permesso di soggiorno. Su questo ultimo punto Spanu, nei limiti delle sue competenze, si è impegnato a effettuare le opportune verifiche.



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LA SARDEGNA A LONDRA. PIGLIARU ALL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DEDICATA AI QUADERNI DI GRAMSCI: “GRANDE MOTIVO D’ORGOGLIO PER L’ISOLA”



 
 
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 – “Siamo tutti ben consapevoli della forza, della vivacità, dell’attualità del messaggio di Gramsci, così come sappiamo bene quanto il suo pensiero, i suoi testi siano conosciuti e apprezzati nel Regno Unito come in molte altre parti del mondo. Ma impressiona comunque vedere una presenza così straordinaria e tanta attenzione soprattutto da parte dei giovani: è un segnale positivo che contribuisce a restituirci fiducia e, per la Sardegna, è un grande motivo d’orgoglio”.  Così  il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ieri sera a Londra, ha dato il benvenuto al pubblico che ha affollato le sale dell’Istituto italiano di Cultura per l’inaugurazione della mostra “Antonio Gramsci, i Quaderni dal Carcere’, che fino al 10 novembre ospita i manoscritti originali, per la prima volta fuori dall’Italia e riuniti in un’esposizione unica nel suo genere. Insieme a Francesco Pigliaru, che ha ricordato la celebrazione degli ottant’anni dalla morte di Gramsci solo poche settimane fa a Ghilarza insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono intervenuti Il direttore dell’Istituto Italiano di cultura Marco Delogu, l’ambasciatore a Londra Pasquale Terracciano e il curatore Silvio Pons,  presidente della Fondazione Gramsci Onlus che ha organizzato la mostra insieme all’Istituto e con il sostegno della Fondazione Sardegna.  Nel corso della giornata di ieri, inoltre, Francesco Pigliaru e l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, hanno incontrato in ambasciata Pasquale Terracciano. Accompagnati dal direttore della sede inglese dell’Agenzia ICE Roberto Luongo, il Presidente e l’assessora Piras hanno illustrato la presenza della Sardegna al Real Italian Wine & Food organizzata con l’ICE e approfondito la opportunità di maggior conoscenza della Sardegna e delle sue produzioni nel Regno Unito.




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LEGIONE CARABINIERI SARDEGNA Comando Provinciale di Sassari







SASSARI:       BLITZ DEI CARABINIERI NEL CENTRO STORICO: DENUNCIATE 11 PERSONE PER SPACCIO.

Nell’ambito della costante attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Compagnia di Sassari hanno effettuato nei giorni scorsi una serie di perquisizioni nei confronti di 11 persone, che sono state deferite alla competente Autorità Giudiziaria con l’accusa di spaccio di droga, in particolare eroina e metadone.
L’indagine è nata in seguito alle numerose segnalazioni da parte di alcuni residenti del centro storico che la

mentavano la continua presenza di spacciatori e tossicodipendenti nella zona compresa tra via Università, via Munizione Vecchia, via Araolla e via Pazzola. Nel corso di prolungati servizi di osservazione, durati per un paio di mesi, gli investigatori dell’Arma sono riusciti a riscontrare effettivamente che diversi pregiudicati erano soliti bivaccare in quell’area, intenti a consumare bevande alcoliche e, con una certa costanza, si dedicavano anche allo spaccio di metadone e in alcuni casi di eroina.  

Grazie alle numerose attività di cessione di stupefacente documentate dai Carabinieri, tutti gli spacciatori sono stati identificati e deferiti alla Procura della Repubblica. Gli interessati, alcuni dei quali destinatari della misura cautelare del divieto di dimora, dovranno ora comparire dinanzi al Tribunale di Sassari con l’accusa di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti. 
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lunedì 30 ottobre 2017

INTERNAZIONALIZZAZIONE, IMPRESE SARDE DELL’AGRO-ALIMENTARE A LONDRA. PIGLIARU E PIRAS: RENDIAMO PIÙ VISIBILE LA SARDEGNA

La Sardegna sbarca a Londra con alcune delle eccellenze del settore agroalimentare e ad accompagnarle ci sono il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessora dell’Industria Maria Grazia Piras, che stanno partecipando alle iniziative in programma questi giorni, nelle quali pasta, pane carasau, bottarga, salumi, formaggi e vini isolani hanno un posto speciale. Gli eventi organizzati dalla Regione insieme a ICE Agenzia nell’ambito del Programma per l’Internazionalizzazione predisposto dall’Assessorato dell’Industria sono iniziati oggi e hanno l’obiettivo di favorire la penetrazione delle imprese isolane nei mercati esteri. A rappresentare l’isola a Londra ci sono ben ventisette aziende delle diverse filiere produttive che hanno già partecipato alle azioni previste dal Programma e che ora hanno l’opportunità di perfezionare le loro strategie di export incontrando gli operatori del mercato britannico. La Regione Sardegna quest’anno ha uno spazio speciale all’interno del Real Italian Wine and Food e domani le aziende isolane dell’agri-food presenteranno i loro prodotti alla Church House Conference Center. Nel pomeriggio di oggi, invece, al Westminster Kingsway College, il presidente Pigliaru e l’assessora Piras, accompagnati dal direttore di ICE Agenzia, Roberto Luongo, hanno partecipato a una serie di incontri dedicati alle opportunità offerte dal mercato dei prodotti agro-alimentari e delle bevande nel Regno Unito. Importatori locali, giornalisti britannici e ristoratori londinesi hanno inoltre partecipato alla dimostrazione di piatti cucinati esclusivamente con prodotti isolani da parte dello chef sardo Marco Sanna, di Thiesi, che da oltre quindici anni lavora nei migliori ristoranti della capitale del Regno Unito.
PIGLIARU: POTENZIALE STRAORDINARIO.“La nostra capacità di entrare nei mercati esteri con i prodotti dell’agroalimentare è cresciuta, ma siamo ancora troppo indietro. Stiamo lavorando con grande impegno  sul potenziale straordinario che possediamo e occasioni come questa sono preziose”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru intervenendo in apertura del seminario. “Fin da principio abbiamo puntato molto sull’internazionalizzazione, lavorando nello stesso tempo per costruire reti, per favorire le sinergie, perché solo uniti - ha proseguito -, si può essere in grado di affrontare questa sfida così importante e  vincerla. Le nostre eccellenze e, in genere, le produzioni sarde di qualità hanno tutte le carte in regola per diventare una chiave di quello sviluppo diffuso di cui abbiamo estremo bisogno. Noi, da istituzione, facciamo la nostra parte investendo energie e risorse per far conoscere la Sardegna nel mondo, che è il passaggio essenziale, e creando le occasioni. Costruiamo la piattaforma ma sono le vostre idee che devono riempirla, implementarla, per renderla uno strumento vincente”, ha concluso il presidente Pigliaru rivolgendosi agli imprenditori in sala, ai quali ha dato appuntamento in Sardegna al termine di questo ciclo di iniziative “per fare il punto tutti insieme e mettere a frutto al massimo l’esperienza.”
PIRAS: PUNTIAMO SULLA QUALITÀ DEI PRODOTTI. “Occasioni come queste rappresentano momenti di crescita per tutti, in primo luogo per le imprese isolane che si possono confrontare con mercati difficili ma dal potenziale enorme”, ha detto l’assessora Piras. “Siamo lavorando da tre anni sui progetti per l’Internazionalizzazione e adesso iniziamo a vedere i primi risultati. L’evento di Londra, come quello svoltosi nei giorni scorsi a Los Angeles e la partecipazione all’Innovation Day di Singapore a novembre, sono il frutto delle azioni portate avanti per consentire alle nostre aziende di puntare ai mercati esteri. Il nostro compito è accompagnare e sostenere le imprese, in questo caso le aziende dell’agro-alimentare della nostra terra, affinché siano sempre più competitive e sfruttino ogni opportunità per penetrare nei mercati esteri. Le aziende sarde possono incrementare il loro volume d’affari valorizzando la qualità delle produzioni, dove abbiamo ben pochi competitor su tutta l’area mediterranea. Questa qualità – ha detto ancora l’assessora Piras – ci consente di avere le carte in regola per affrontare mercati globali nei quali aumenta la richiesta di prodotti di eccellenza, che sappiano raccontare la storia di un territorio e d
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INSULARITA'. ANCHE L'UGL SI BATTERA' PER ARRIVARE A CENTOMILA FIRME!



Una delegazione del Comitato per il referendum "Insularità in Costituzione", guidata dal Presidente Roberto Frongia e dal parlamentare Pierpaolo Vargiu, ha incontrato i vertici sardi del sindacato UGL, con Piergiorgio Piu e Sandro Pilleri.
Nel corso dell'incontro, Frongia e Vargiu hanno sottolineato come -attraverso il riconoscimento del principio di insularità-  la Sardegna abbia oggi un'opportunità straordinaria per certificare la propria peculiarità e specialità che le conferiscono una unicità identitaria assoluta, che la distingue da tutte le altre regioni italiane.
Piu e Pilleri hanno confermato la piena adesione del sindacato UGL al referendum, sottolineando come i sardi abbiano finalmente la possibilità di cambiare il proprio futuro, rinunciando al vecchio modello di sviluppo fondato sull'assistenzialismo clientelare, per scegliere la sfida della responsabilità e della competizione, con dignità e opportunità pari a quelle di tutti gli altri cittadini italiani!
L'UGL si impegna pertanto a coinvolgere i propri aderenti nella campagna per la sottoscrizione del quesito, anche attraverso l'organizzazione di manifestazioni congiunte con il Comitato Referendario, con l'obiettivo di raggiungere il traguardo mai toccato prima in Sardegna delle centomila firme, che certificherebbero che il referendum è davvero diventata la bandiera comune di tutti i sardi che credono in un futuro da protagonisti.
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EURISPES: LA MAFIA NEL PIATTO




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11:22 (8 ore fa)
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Si è svolto a Tempio Pausania, in Sardegna, presso la sede regionale dell’Eurispes, il seminario di approfondimento dal titolo: “La mafia nel piatto - Ovvero la penetrazione mafiosa nel settore agroalimentare”, promosso da Eurispes, dall’ Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare e dalla Coldiretti Sardegna.

Nel suo intervento, il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, ha evidenziato che: “la mafia è un’ipoteca enorme sullo sviluppo del nostro Paese. Ha la capacità di adeguarsi ai nuovi mercati e alle nuove tecnologie con rapidità e adattamento immediato. Dal 1993 l’Eurispes studia il fenomeno della mafia nel settore agroalimentare, che consente di produrre ingenti guadagni incorrendo in rischi relativamente bassi. L’impatto complessivo dell’infiltrazione mafiosa nel settore, in ogni ambito della filiera dalla produzione ai supermercati è stimato per difetto a 22 miliardi di euro all’anno. Basti pensare che il 50% dei beni sequestrati alle mafie nel 2016 sono terreni agricoli. Nello stesso anno sono stati scoperti 80 distretti agricoli nei quali veniva sfruttato il lavoro nero e nei quali le condizioni salariali e orarie erano ben al di sotto della soglia minima legale. La Guarda di Finanza ha sequestrato 4 milioni di chilogrammi di beni oggetto di frodi e 848 mila litri di bevande alcoliche e analcoliche illegali. Per capire ulteriormente la portata del fenomeno, sempre nel 2016, i Carabinieri dei NAS hanno effettuato oltre 33mila controlli nell’ambito della filiera alimentare scoprendo violazioni più o meno gravi in oltre il 30% dei casi. Sono stati effettuati 18 arresti e oltre 9 mila sanzioni amministrative. L’ ha evidenziato la presenza di almeno 5 mila esercizi commerciali gestiti da organizzazioni criminali e mafiose”.

L’ex procuratore Gian Carlo Caselli, oggi presidente del Comitato scientifico dell’
Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, ha invece sottolineato che “Nonostante l’Italia sia l’unico Paese al mondo che punisce la Mafia anche come associazione criminale in sé, la normativa vigente non è sufficiente a contrastare l’attività mafiosa odierna che si avvale di nuovi mercati e nuove tecnologie per eludere il sistema legale e realizzare profitti anche nel settore agroalimentare. L’appeal del Made in Italy e il fatto che il contributo dell’agricoltura al PIL è determinante rappresenta terreno fertile per le associazioni mafiose e criminali perché il settore "tira e attira" ai fini di lucro.
Le organizzazioni criminali acquisiscono terreni in prima persona o tramite prestanome, gestiscono il mercato idrico, effettuano concorrenza sleale, trasportano le merci dai campi ai mercati, gestiscono mercati di indotti quali sacchetti di plastica (spesso nociva) e cassette, gestiscono la commercializzazione dei prodotti, impongono marchi e prodotti a esercizi commerciali che condizionano e gestiscono o rilevano, gestiscono punti di ristoro, orientano campagne pubblicitarie e condizionano ricerche sulla qualità dei prodotti, rastrellano finanziamenti pubblici specialmente dell’Ue e gestiscono i mercati ortofrutticoli.
Gli effetti deleteri di queste attività sono una concorrenza drogata che crea un monopolio criminale a scapito degli imprenditori agricoli onesti che vengono emarginati e danneggiati. I rischi si riflettono sulla qualità dei prodotti e la salute dei consumatori. La conseguenza indiretta della penetrazione criminale nel mondo agroalimentare si manifesta in fenomeni quali la contraffazione e "l’Italian Sounding" ovvero l’invasione nei nostri supermercati di prodotti che blandiscono una finta appartenenza al nostro territorio nazionale con bandiere tricolori e scritte che richiamano ai nostri sapori pur non essendo prodotti in Italia. Questo business che vale 60 miliardi all’anno causa la perdita di oltre 200 mila posti di lavoro.
Occorre attuare la proposta di riforma che è stata consegnata al ministro della Giustizia Orlando a ottobre del 2015 e che giace inascoltata in Consiglio dei Ministri. Il progetto, elaborato da un tavolo Istituzionale formato da autorità di ogni ambito, prevede l’introduzione di 49 articoli per la riforma dei reati agroalimentari e prevede importanti novità. In primis si pone l’enfasi sull’etichettatura "narrante" ovvero in grado di spiegare la verità sulla provenienza dei prodotti. Sul versante processuale si propongono maggiori spazi per le intercettazioni telefoniche, minori tempi processuali e nuove tecniche di accertamento della genuinità dei prodotti. La riforma è nel cassetto del Ministero da due anni e non vorremmo che qualcuno remasse contro la sua approvazione”.
Successivamente, Ermanno Mazzetti
, direttore della Coldiretti di Sassari, ha sottolineato il bisogno di eticità imprenditoriale e di etichettatura obbligatoria, mentre Il Generale Bruno Bartoloni, Comandante Regionale della Guardia di Finanza, ha evidenziato che la criminalità, nel settore agroalimentare, non è legata soltanto alla mafia ma anche ad altre organizzazioni che alimentano l’illegalità senza rientrare nel 416 bis. Il fulcro della mafia è nelle campagne, dove parte la cultura criminale che si è poi globalizzata e insinuata nelle città.

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