venerdì 7 ottobre 2011

Capitaneria ,parco e comune impegnate al controllo sulle coste e spiagge dell'arcipelago. .

Nei giorni scorsi, grazie alle segnalazioni del blog di Liberissimo e di alcuni cittadini , è stata rilevata un’ingente quantità di petrolio sulle spiagge e sulle coste dell’arcipelago di La Maddalena, probabilmente causata dallo sversamento di acque sporche inquinanti da parte di qualche nave in transito nelle Bocche di Bonifacio.La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di La Maddalena, informata direttamente dal Parco e da segnalazioni pervenute da privati cittadini relative alla presenza di catrame in alcune località costiere di La Maddalena e Caprera, ha provveduto, sia autonomamente che in sinergia con lo stesso Ente, a monitorare via terra e via mare le zone interessate dal fenomeno .In particolare: la vigilanza effettuata con i mezzi navali a dispossizione, nelle acque antistanti le  spiagge oggetto delle segnalazioni, non ha fatto riscontrare la presenza di sostanze inquinanti; Il pattugliamento terrestre ha confermato la presenza di catrame di entità non rilevante, per il quale sono in corso gli accertamenti per individuare la fonte dello sversamento. Contestualmente si è proceduto ad informare il comune di La Maddalena, che ha messo a disposizione uomini e mezzi per la raccolta e il successivo smaltimento delle sostanze inquinanti recuperate. Dal canto suo l'ufficio ambiente del Parco, dopo aver allertato la capitaneria di porto di La Maddalena e gli altri enti competenti, ha deciso di intervenire tempestivamente con il proprio personale e i mezzi a disposizione per cercare di arginare il danno ambientale, in considerazione dell’imminente cambiamento climatico previsto a partire dalla giornata di ieri con l'arrivo di raffiche di vento di intensità superiore a 25 nodi. Per arginare un’ulteriore diffusione della sostanza il personale del Parco, insieme al prezioso supporto di alcuni operai del comune, è intervenuto anche  in alcuni arenili dell’isola madre dell’arcipelago, in particolare quelli di Giardinelli e di Spalmatore, oltre ad alcuni tratti della costa di Caprera: Punta Crucitta e Due Mari. I partecipanti alle operazioni, che sono state condotte con l’ausilio di strumenti manuali come spatole, rastrelli e pale, hanno cercato di evitare l’asportazione di sabbia e di altri resti vegetali non contaminati; nonostante l’impegno profuso per tutta la mattinata di ieri non è stato possibile eliminare completamente la sostanza oleosa presente, sopratutto quello insediatosi tra gli scogli, poiché i mezzi a disposizione non permettono la totale rimozione del materiale inquinante, sia di quello che è stato depositato nei giorni scorsi – sostanze che dall’aspetto non sembrano aver subito ancora importanti processi di degradazione – sia quello già presente.Il fenomeno in parola, sempre sotto controllo, continuerà ad essere monitorato da parte degli uomini e mezzi della Guardia Costiera nei prossimi giorni in stretta collaborazione con l’ufficio ambiente dell’Ente Parco di La Maddalena.Quanto accaduto riporta ancora una volta alla luce il problema del transito delle navi all’interno dello stretto delle Bocche di Bonifacio, riconosciuto nello scorso mese di luglio, da parte dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO), “Area marina particolarmente sensibile’” (Particularly sensitive sea area).  Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche legate alla tutela delle Bocche, l’Ente Parco lavora da oltre un anno, insieme all’Office de l’environnement de la Corse, suo storico partner transfrontaliero, alla costituzione del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT), organismo con la cui istituzione sarà possibile raggiungere un ulteriore importante risultato operativo, grazie ad un miglior coordinamento tra le due aree protette e con un incremento delle capacità di monitoraggio e controllo, oltre ovviamente alla possibilità di sviluppare progetti innovativi di salvaguardia.Peone




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