venerdì 24 ottobre 2014

Trasporti. Non è dello stesso avviso il consigliere Claudio Tollis


Dunque la visita dell’Assessore Regionale Deiana nel nostro Arcipelago, da occasione storica per discutere finalmente del problema trasporti con chi ha poi la capacità di decidere in merito, si è trasformata in mero adempimento burocratico dal sapore tragico. La similitudine è forte, ma ha solo compilato il certificato di morte di questa comunità, e la data del decesso è già scritta, tra 12 anni, quando verrà a mancare il finanziamento pubblico previsto nei piani di privatizzazione legati alla dismissione di Tirrenia e di conseguenza delle sue società regionali di circa € 13.800.00,00 annuali. Sfatiamo subito un mito non esiste nessun obbligo giuridico alla privatizzazione. Sussiste sempre che si voglia definire obbligo, una esigenza  contabile che  condiziona la politica e la fa agire  in modo pilatesco lavandosi la coscienza con la solita retorica “ E’ l’Europa che ce lo chiede ”,  decretando la morte economica e la forzata solitudine delle comunità isolane . Tralascio volutamente di segnalare in dettaglio quanto previsto dalla Costituzione Italiana agli art 3 e 16 in tema di uguaglianza e libera circolazione. Concetti peraltro ripresi e rafforzati dai trattati europei posti alla base della stessa nascita della, prima Comunità, oggi Unione Europea. Oggi la questione è semplice e drammatica allo stesso tempo. Ci si sta costringendo ad operare una valutazione , se vogliamo imposta egoisticamente da altri livelli di governo della cosa pubblica,  se vale più la persona o il profitto d’impresa. Vengo da una formazione culturale politica che crede nel mercato come calmieratore e regolatore di beni e servizi, e questo è senz’altro valido in taluni settori, ne ha portato innegabili benfici , ma è impensabile che servizi essenziali quali appunto il diritto alla mobilità non vengano equiparati ai servizi essenziali minimi garantiti dalla fiscalità generale. Come scuola e sanità ad esempio . Ci sono attività che sono la base stessa del rapporto di coesione sociale che mantiene insieme una collettività. Se miniamo questi fondamentali punti vuol dire che tendiamo a volere una società sempre più diseguale, e questo non possiamo permettere che accada altrimenti stiamo passivamente accettando un imbarbarimento delle relazioni sociali, che porteranno inevitabilmente ad un apartheid di fatto. Non sono diventato comunista. Sono sempre un  Liberale, se questo può aiutare ad evitare speculazioni politiche, che peraltro non contrastano con quanto sopra affermato. In sostanza mi sarei aspettato Un Sindaco che combattesse come un Leone per la sua comunità, spiace aver visto un gattino stanco e svogliato che ha immediatamente deposto le armi con un atteggiamento di totale remissione, dando il via a quel processo di certificazione di morte che Deiana si è apprestato a compilare. Le richieste erano chiare Saremar deve restare compagnia pubblica al 100 %, i livelli occupazionali vanno incrementati in concomitanza con la frequenza delle corse. Le corse residuali vanno assegnate per tutto l’anno non solo nel periodo estivo. Le tariffe residenti vanno mantenute ed estese all’utenza sarda in generale, ovviando alle censure dell’unione europea in tema di aiuti di stato, avviando una razionalizzazione dei costi generali saremar, a vantaggio dello sviluppo economico delle collettività isolane . Và predisposto un programma di ammodernamento del naviglio che consenta con il risparmio ipotizzabile sul carburante di raggiungere risultati eccellenti in tema di contenimento dei costi. In sostanza bisogna occuparsi di questo tema quando si ha responsabilità di governo con ferma determinazione fino a quando non si raggiunga l’obiettivo delle continuità del servizio a costi calmierati.  Ci sono battaglie che forse non si vinceranno mai, ma non provare a combatterle è molto peggio che perderle.
Oggi non è importante andare a sinistra o a destra, oggi è importante andare avanti. Questo negli ultimi 10 anni di amministrazione locale non è avvenuto, e questo è un fatto non una mia opinione.


                                                            Il Capo Gruppo Consiliare

                                                                                                                                                          Claudio TOLLIS

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