mercoledì 28 ottobre 2015

Isola di Budelli, bufera sul progetto: raddoppiano le volumetrie


I legali di Harte presentano al ministero e al Parco i piani sull’isola simbolo. Ma è subito rivolta. E il progetto diventa un caso politico in parlamento
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LA MADDALENA. Nessuno immagini palazzoni o file di villette a schiera che da Budelli si affacciano sul mare di velluto blu dell’arcipelago. Ma il progetto del nuovo magnate neozelandese sembra un po’ meno dal cuore verde. Il milionario presenta un piano di sviluppo per Budelli in cui si prevede il raddoppio delle volumetrie delle strutture che esistono sull’isola.
L’indiscrezione. La notizia striscia fuori dalle stanze del ministero dell’Ambiente, e ora dopo ora si arricchisce di dettagli. Benzina sulla polemica che divampava dopo la scelta del tribunale di Tempio di assegnare l’isola al magnate neozelandese. Preceduta, una settimana prima dalla decisione del comitato del Parco di abbassare i vincoli di tutela su Budelli.
Il comunicato. Il vertice a Roma vedeva intorno allo stesso tavolo i legali del nuovo proprietario di Budelli, Michael Harte, i vertici del ministero dell’Ambiente e quelli del Parco della Maddalena. Il pool del magnate straniero ha presentato il progetto di valorizzazione dell’isola. «L’idea di Harte è di costruire un osservatorio della biodiversità, che opererà attraverso una fondazione. I legali hanno chiesto al Parco di entrare a far parte della istituenda Fondazione che gestirà i progetti sull’isola. Il Parco ha evidenziato la necessità di assicurare una tutela dell’isola che sia conforme alle esigenze di salvaguardia della peculiare biodiversità esistente e della vulnerabilità degli ecosistemi presenti». Il comunicato del ministero non entra nello specifico. Ma dal vertice arrivano molte indiscrezioni. Nel piano è previsto un aumento importante delle volumetrie attraverso balaustre, tettoie, verande. Un piano che non è stato reso noto per ora, ma che ha già provocato forti contrasti anche all’interno del vertice.
L’attacco di Pili. Il caso Budelli è arrivato in tempo record in parlamento. Il deputato di Unidos, Mauro Pili, è intervenuto alla Camera e ha chiesto che il governo risponda in aula di quello che secondo il parlamentare è un atto irrituale. Pili parla di un progetto ad alto impatto. «È previsto il raddoppio di tutte le volumetrie esistenti. Viene di fatto applicato un piano casa tutto loro sull’isola rosa». Pili parla anche della creazione di nuovi camminamenti sull’isola e di un pontile da realizzare ex novo sull’isola. Nella denuncia del parlamentare si parla di interventi anche su Razzoli e Santa Maria.
I dubbi di Scanu. A lanciare l’allarme su possibili pericoli per il futuro di Budelli è stato da subito anche il deputato Pd Gian Piero Scanu che ha presentato un’interrogazione. «Bisogna evitare che la derubricazione del livello di tutela su tutta l’isola, a eccezione della Spiaggia Rosa, sia considerato un precedente – diceva –, un vulnus attraverso cui creare una politica di tutela del territorio a maglie più larghe, con una eccessiva disponibilità a forme di fruibilità che fino a oggi sono state impedite».
La Regione. C’è anche un comunicato della Regione, che resta fuori dalla polemica di giornata e si limita a ribadire che non ha nessuna responsabilità nei ritardi della realizzazione del Piano del parco. Lo strumento di gestione dell’area di massima tutela naturalistica. «Gli uffici dell’assessorato dell’Ambiente hanno eseguito l’istruttoria tecnica della “proposta di Piano” inviata dall’Ente Parco ad aprile 2014. L’istruttoria ha prodotto
diverse e rilevanti osservazioni - alcune delle quali riguardanti le modifiche dei livelli di tutela -, tali da determinare la necessità di una revisione sostanziale. Il 7 agosto le osservazioni sono state formalizzate al Parco che, a settembre 2014, dichiarò l’impegno ad accoglierle».

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