giovedì 13 febbraio 2014

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L'INCONTRO TRA FABIO LAI E LA CITTADINANZA


Sono giovani, nel cuore dei loro venticinque anni, e statisticamente parte di quel gruppo di cittadini che sono sempre rimasti lontano dalle elezioni politiche. La generazione dei ventenni isolani ha quasi sempre dubitato nella rilevanza del proprio voto e nella maggior parte dei casi sono rimasti a casa. Tutto questo sino a ieri. Oggi, sarà la mancanza di fiducia nella vecchia politica ma i giovani isolani, sempre più uniti e numerosi, continuano a riempire le sale degli alberghi durante i loro incontri. Ieri sera nella sala convegno dell’hotel Le Nereidi l’associazione no profit Reazione Giovanile fa il tutto esaurito di giovani, la dove il candidato presidente alle regionali Pigliaru ha riempito a metà o poco più.

Nessun politico invitato, solo ragazzi dell’associazione di volontariato che si sono riuniti per parlare di turismo, lavoro, sanità e mondo giovanile. “Dall’impegno all’impiego” il tema del congresso. Complessivamente scettici sul fatto che il talento possa essere valorizzato presso le istituzioni si sono detti pronti a sfidare i big mettendosi loro stessi in gioco per il prossimo futuro.

Si alternano sul palco in tantissimi, ascoltano, chiedono il microfono e sottopongono la cittadinanza ad un fuoco di interrogativi, l’80% degli universitari non si definisce valorizzato in modo adeguato, il 90% pensa che le banche non contribuiscano alla nascita ed allo sviluppo di nuove aziende, il 95% rimprovera le istituzioni e la classe dirigente di non fare abbastanza, ma non mancano le stoccate anche ai semplici cittadini, l’85% di loro pensa, di fatti, che se ogni persona, nel proprio piccolo, si mettesse in gioco concretamente sarebbe come prendere la nostra isola per mano per farla uscire piano, piano da questo momento difficile.

Stanchi di essere cercati soltanto durante le campagne elettorali a questo giro venderanno caro il loro consenso dettando le loro regole. Dal dibattito emerge che non si recheranno alle urne solo per paura di essere accusati di menefreghismo. Voteranno chi considereranno il più solido ed onesto, una persona che provenga dal mondo del lavoro, che non abbia fatto più di un mandato, che abbia meno di quarant’anni, che sia un candidato di territorio che non faccia una politica baricentrica ma che dimostri con chiarezza di pensare anche alla periferia e tutto ciò senza farne un problema di colore politico.  Insomma come a dire “non voteremo le solite facce professioniste delle promesse mai mantenute”.

 

                                                     

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