mercoledì 18 aprile 2012

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata dall'avvocato Aldo Kersevan

L’articolo,  pubblicato in un quotiadiano regioanle  del 14 Aprile u.s., secondo il quale, oltre al Tribunale centrale di Tempio Pausania, la Sezione Distaccata di La Maddalena sarebbe stata esclusa dalla lista delle sedi giudiziarie a rischio di soppressione in ragione della insularità, per un verso ha suscitato viva soddisfazione nella Comunità maddalenina, che ha interpretato la notizia come un primo segno di inversione di quella infausta tendenza che, nel giro di pochi anni, in una sorta di inarrestabile perniciosa emorragia, ha condotto alla perdita, l’uno dopo l’altro, di presenze militari, Enti e Uffici Pubblici, servizi, strutture turistiche ed eventi di risonanza mondiale, come il G8, con conseguenti gravissime ripercussioni sui livelli occupativi e sulla già asfittica economia isolana.
Per contro, gli irriflessivi commenti svolti sull’argomento dall’autore del “pezzo”, che, con tanto ingiustificato livore, ha esternato un sorprendente quanto inaccettabile disappunto per la decisione ministeriale di conservare il presidio isolano, giungendo, addirittura, a sostenere che “è veramente difficile comprendere le ragioni di un provvedimento che salva il Tribunale di La Maddalena, solo un simulacro di ufficio giudiziario, e cancella Olbia”, che “La Maddalena, tribunale agonizzante, viene mantenuto in vita” e che “i maddalenini sanno bene che i loro problemi non verranno risolti tenendo in piedi un tribunale senza giudici”, hanno lasciato piuttosto sconcertati non solo i miei concittadini, ma quanti hanno saputo comprendere la reale natura della decisione assunta a Roma.
Al riguardo, nella mia veste di modestissimo operatore del diritto, ma, prima ancora, quale maddalenino, profondamente fiero delle proprie origini isolane, in un momento di consaputa grave crisi della mia città, sento il dovere di manifestare tutta la mia indignazione e disapprovazione avverso i faziosi, intemperanti giudizi espressi dal summenzionato cronista – suggeritore della soppressione del locale Ufficio giudiziario, frutto evidente di una scarsa conoscenza della questione e della normativa emanata in materia, osservando in contrapposizione che :
            1) le infelici e dispregiative espressioni “simulacro di ufficio giudiziario” e “tribunale agonizzante”, purtroppo neppure nuove, in quanto già utilizzate in passato da qualcun altro che ha sempre reputato come una autentica spina nel fianco l’esistenza della Sezione Distaccata di La Maddalena, nulla hanno a spartire con la verità, potendo semmai essere adoperate con riferimento ad Uffici giudiziari ubicati sulla terraferma, con carichi di lavoro assai inferiori a quello isolano e paradossalmente dotati di un numero di impiegati e Giudici ben superiore.
Invero, grazie soprattutto all’encomiabile interessamento del Presidente del Tribunale Dott.ssa Gemma CUCCA, la quale quotidianamente deve compiere autentici miracoli per assicurare il regolare svolgimento dell’attività nei tre presidi giudiziari del Circondario a causa delle notorie, ataviche carenze riscontrabili negli organici del personale di Cancelleria e dei Magistrati, da qualche tempo presso la Sezione Distaccata di La Maddalena le udienze civili e penali vengono regolarmente tenute, registrando persino un numero di procedimenti superiore al passato.
Tutto questo, peraltro, dovrebbe essere ben noto al  giornalista, visto che nell’articolo pubblicato a pag. 19 , contraddicendo sé stesso, egli ha dato notizia che il giorno precedente il G.M. di La Maddalena aveva trattato addirittura 70 processi penali!;
            2) ove la notizia in argomento abbia a rivelarsi veritiera, la conferma della Sezione Distaccata di Tribunale di La Maddalena non sarebbe un regalo caduto per caso dal cielo, a discapito della Sezione di Olbia, ma risulterebbe essere perfettamente in linea con la esistente normativa, nella quale, appunto, sono state previste delle eccezioni ai criteri generali fissati in materia di soppressioni e accorpamenti, essendo stato stabilito che può derogarsi agli stessi in considerazione della particolare posizione geografica degli Uffici Giudiziari (sedi insulari e montagna), dei mezzi di collegamento, ecc. In altre parole, anche questa volta sono stati fatti salvi i medesimi presupposti che a suo tempo avevano consentito dapprima di conservare il presidio giudiziario isolano come Sezione Distaccata della Pretura Circondariale di Tempio Pausania e poi come Sezione Distaccata del Tribunale di Tempio Pausania, sino a spingere nel 2004 l’allora Ministro della Giustizia On.le Roberto CASTELLI ad avviare il procedimento, pressoché fisiologico, per l’accorpamento all’Ufficio di La Maddalena del Comune di Palau. Pratica tuttora giacente presso il C.S.M. in attesa del parere di competenza;
            3) si può concordare col gfiornalista sul fatto che, purtroppo, i maddalenini non risolveranno di certo i loro problemi col salvataggio della locale Sezione Distaccata di Tribunale. Ma è altrettanto vero che, in un momento così difficile per La Maddalena, quale quello che la collettività sta attraversando, una simile evenienza rappresenterebbe un importante segnale di riscossa e l’atteso giusto premio per una Città che può vantarsi di essere sede di presidio giudiziario fin dal lontano 1817!
Circa i Giudici e, aggiungo io, l’indispensabile personale di Cancelleria, vi sono fondati motivi per credere che, con la riforma, i vuoti in organico potranno essere finalmente colmati, atteso che le soppressioni e gli accorpamenti che verranno operati consentiranno di reperire adeguate risorse economiche ed umane da redistribuire tra i vari presidi giudiziari superstiti.
Tanto, opportunamente deve essere chiarito per garantire una corretta informazione ai lettori e, soprattutto, nella speranza che, ove abbia a ritornare in futuro su un tema così delicato e di indubbia rilevanza sociale come quello in discussione, il cronista sappia ritrovare la giusta serenità ed imparzialità, evitando di compiere antipatici, improponibili e controproducenti raffronti, e, peggio ancora, di prestarsi al “gioco della torre”, il cui unico esito sarebbe quello di mettere l’una contro l’altra due Comunità, Olbia e La Maddalena, che nell’attuale momento storico hanno invece la necessità, con l’appoggio di Tempio Pausania, di marciare compatte nella stessa direzione per ottenere il medesimo risultato.
Per quanto mi concerne, mi preme sottolineare, a scanso di equivoci, di non aver mai condiviso il sistema dei tagli indiscriminati e di aver anzi sempre sostenuto che la perdita anche di uno solo degli Uffici giudiziari del nostro Circondario, considerati le specifiche caratteristiche territoriali e il bacino di utenza, si tradurrebbe nell’ennesimo insopportabile danno per le popolazioni interessate.
Non mi resta, pertanto, che ribadire il mio personale assoluto dissenso in ordine alla prospettata soppressione della Sezione Distaccata di Tribunale di Olbia e confidare che, accantonati inutili furbizie e campanilismi di cortile, tutte le forze politiche, sociali, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e i suoi iscritti, nessuno escluso, sappiano finalmente coalizzarsi e contrastare senza ulteriore indugio e con ogni mezzo possibile, anche il più eclatante, lo sciagurato ed illogico disegno ministeriale, che, se attuato, finirebbe per penalizzare non solo Olbia ed il territorio di sua competenza, ma l’intera Gallura.
Cosa di cui francamente non si avverte affatto il bisogno dovendosi tutti tenere a debita distanza dal mai abbastanza vituperato principio della “mors tua vita mea“.
 Avv. Aldo Kersevan.

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