Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03837
Atto n. 4-03837
Atto n. 4-03837
Pubblicato il 22 aprile 2015, nella seduta n. 435
LAI , CALEO , ANGIONI , BROGLIA , CUCCA , IDEM , PUPPATO , VACCARI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. –
Premesso che:
il parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena (Olbia-Tempio), istituito nel 1994, è un’area geomarina protetta composta da un vasto insieme di isole situate a nord della costa gallurese, nel tratto di mare tra la Sardegna e la Corsica;
l’arcipelago fa parte della rete europea delle aree naturali di eccellenza europea (sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale) per la presenza di un habitat e di forme di vita di straordinaria bellezza e biodiversità;
l’attuale presidente dell’ente parco è Giuseppe Bonanno, che lo ha gestito negli ultimi 8 anni, prima in qualità di commissario straordinario dal dicembre 2006, poi di presidente dal giugno 2007 fino a maggio 2012; nel mese ottobre 2012 Bonanno è stato nominato nuovamente presidente con scadenza nel 2017;
considerato che, a quanto risulta agli interroganti:
nel dicembre 2012 il consiglio direttivo dell’ente è decaduto e ad oggi, dopo circa 3 anni, non si è ancora provveduto alla nomina, così come previsto dalla normativa in materia; ciò ha consentito al presidente Bonanno una gestione personalistica dell’ente con effetti preoccupanti sul destino di uno dei parchi nazionali che per la sua straordinaria bellezza e unicità è tra i più importati e apprezzati a livello nazionale ed internazionale;
il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati e le numerose inchieste giudiziarie che hanno coinvolto l’ente negli ultimi 9 anni gettano infatti pesanti ombre e preoccupazioni sull’attuale gestione del parco e sul suo futuro che rischia di essere seriamente compromesso;
infatti, oltre a non essere stati raggiunti obiettivi apprezzabili nel miglioramento degli standard di tutela del territorio del parco, in questi ultimi 9 anni lo stesso indirizzo gestionale e di governo dell’ente ha prodotto un progressivo peggioramento dei rapporti istituzionali con l’amministrazione comunale di La Maddalena che ha portato più volte il Consiglio comunale ha manifestare profonda e totale sfiducia nei confronti dell’attuale presidente;
l’atteggiamento assunto del presidente del parco nei confronti dell’istituzioni locali sta inficiando la partecipazione dei cittadini e il coinvolgimento delle diverse categorie produttive, delle imprese legate al turismo, dell’associazionismo ambientale e culturale, comportando di fatto l’allontanamento dai principi ispiratori della legge quadro sulle aree protette (di cui alla legge n. 394 del 1991);
la perdurante assenza di un piano di indirizzo e di programmazione dell’ente sta creando profondi problemi all’intera Sardegna, dal punto di vista sia sociale che economico;
inoltre, il piano e il regolamento del parco, in attesa della definitiva approvazione da parte della Regione Sardegna, è stato adottato, senza il parere della comunità del parco e senza il coinvolgimento del Comune di la Maddalena, dal solo presidente che ne avrebbe stravolto i contenuti, cambiando radicalmente la stesura del piano presentato dal raggruppamento che ne aveva curato, tramite aggiudicazione di gara, la redazione;
lo stesso organo di indirizzo, pur in presenza di un progetto definitivo sul bike sharing e finanziamento concesso dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nel 2010, non ha vigilato sulla sua realizzazione e, nonostante le proroghe concesse, ha dovuto restituire il finanziamento di 250.000 euro al Ministero e di 100.000 euro al Comune di La Maddalena;
la caserma ex batteria “Zavagli” in uso all’ente parco, nonostante i diversi e onerosi interventi di riqualificazione, non è utilizzabile, in quanto priva del cambio di destinazione d’uso dei locali, sancito di recente dalla sentenza del Tar Sardegna del mese di agosto 2013;
in seguito a tale sentenza la Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha requisito tutti gli atti originali relativi a tutti gli interventi effettuati dall’ente parco per il recupero della caserma ex batteria Zavagli;
la stessa ex batteria Zavagli figura come casa del parco e centro visita museale e, dal maggio 2013, come sede legale del GECT-PMIBB (gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera – parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio);
l’organo di gestione del GECT-PMIBB, presieduto per legge dallo stesso presidente del parco, dottor Giuseppe Bonanno, non è stato dallo stesso ancora istituito e insediato nonostante la previsione di un obbligo di legge, con il rischio di sottoporre la Presidenza del Consiglio dei ministri, da cui dipendono i GECT, e lo Stato italiano a richiami da parte del Governo francese;
relativamente ad un’aggiudicazione di gara dell’ente avvenuta nel 2011 per affidamento di servizi ricadenti nel progetto GECT-PMIBB e lavori di riqualificazione dell’ex batteria Zavagli per la sede legale dello stesso gruppo, è stata avviata un’indagine della Guardia di finanza e della Procura della Repubblica di Tempio Pausania che ha emesso informazione di garanzia allo stesso presidente Bonanno e al responsabile dell’ufficio tecnico dell’ente;
sempre dagli organi di comunicazione locali si apprende che da molti anni giacciono inutilizzati e inservibili 2 autobus elettrici donati dal Ministero dell’ambiente, così come da anni giacciono inutilizzati 2 battelli spazzamare di proprietà del Ministero e circa 20 biciclette elettriche comprate dall’ente circa 8 anni fa e usate una sola stagione sono depositate, inutilizzate e abbandonate, in alcuni locali dell’ente;
le numerose problematicità e criticità di indirizzo e di programmazione dell’attuale gestione monocratica dell’ente parco inficiano l’efficacia dell’azione amministrativa e paiono lontani dall’essere risolti, né sembra che l’organo di indirizzo dell’ente, ovvero il suo presidente, abbia mai manifestato l’intenzione di adottare iniziative per una corretta gestione amministrativa dell’ente;
in tale contesto, l’ente parco è apparso più volte nelle cronache giudiziarie degli ultimi anni per la gestione amministrativa, compresa la vicenda dei concorsi nei quali il direttore del parco si è esposto con un evidente conflitto di interessi personale;
tale situazione ha, infine, reso impossibile da parte del parco l’esercizio della prelazione per l’acquisto dell’isola di Budelli, annullato con sentenza del Consiglio di Stato n. 1854/2015 per assenza del piano di tutela, determinazione fondamentale e non compiuta in 8 anni di guida,
si chiede di sapere:
se, a fronte di tante problematicità e criticità nella gestione dell’ente parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, non si ritenga necessario ed opportuno adottare ogni utile provvedimento atto a garantire una corretta e più funzionale gestione di indirizzo dell’organo di vertice dell’ente;
in osservanza delle disposizioni di legge e visto il permanere dell’assenza di indirizzo programmatico dell’ente, se il Governo non ritenga di dover procedere con urgenza alla nomina degli 8 componenti del consiglio direttivo, alla nomina della maggioranza dei suoi componenti;
se il Ministero dell’ambiente, in qualità di organo vigilante e di controllo sull’attività degli enti di gestione dei parchi nazionali, sia a conoscenza dei fatti esposti; se a fronte di una situazione di conclamate incapacità programmatiche dell’organo di indirizzo così evidenti con il rischio di eventuali irregolarità amministrative, non intenda avviare una completa verifica circa il rispetto della normativa di tutti gli atti amministrativi e gestionali dell’ente parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena finora prodotti; se abbia adottato o intenda adottare atti conseguenti e provvedimenti di autotutela per il rispetto della normativa vigente;
se non si ritenga opportuno informare con urgenza la Procura della Corte dei conti vista la possibilità di elevato danno erariale da parte dell’ente parco nazionale di La Maddalena;
quali iniziative e provvedimenti urgenti si intenda assumere per ripristinare l’immediata funzionalità di indirizzo programmatico e gestionale dell’ente parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, in considerazione delle richiamate violazioni normative da parte del responsabile dell’organo di gestione dell’ente nella persona del presidente, disponendo della facoltà di nomina e revoca da tale incarico;
se non si ritenga indispensabile e doveroso, nelle more della nomina e costituzione del nuovo consiglio direttivo, rimuovere l’attuale presidente e procedere con urgenza alla nomina del commissario straordinario del parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena.
Premesso che:
il parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena (Olbia-Tempio), istituito nel 1994, è un’area geomarina protetta composta da un vasto insieme di isole situate a nord della costa gallurese, nel tratto di mare tra la Sardegna e la Corsica;
l’arcipelago fa parte della rete europea delle aree naturali di eccellenza europea (sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale) per la presenza di un habitat e di forme di vita di straordinaria bellezza e biodiversità;
l’attuale presidente dell’ente parco è Giuseppe Bonanno, che lo ha gestito negli ultimi 8 anni, prima in qualità di commissario straordinario dal dicembre 2006, poi di presidente dal giugno 2007 fino a maggio 2012; nel mese ottobre 2012 Bonanno è stato nominato nuovamente presidente con scadenza nel 2017;
considerato che, a quanto risulta agli interroganti:
nel dicembre 2012 il consiglio direttivo dell’ente è decaduto e ad oggi, dopo circa 3 anni, non si è ancora provveduto alla nomina, così come previsto dalla normativa in materia; ciò ha consentito al presidente Bonanno una gestione personalistica dell’ente con effetti preoccupanti sul destino di uno dei parchi nazionali che per la sua straordinaria bellezza e unicità è tra i più importati e apprezzati a livello nazionale ed internazionale;
il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati e le numerose inchieste giudiziarie che hanno coinvolto l’ente negli ultimi 9 anni gettano infatti pesanti ombre e preoccupazioni sull’attuale gestione del parco e sul suo futuro che rischia di essere seriamente compromesso;
infatti, oltre a non essere stati raggiunti obiettivi apprezzabili nel miglioramento degli standard di tutela del territorio del parco, in questi ultimi 9 anni lo stesso indirizzo gestionale e di governo dell’ente ha prodotto un progressivo peggioramento dei rapporti istituzionali con l’amministrazione comunale di La Maddalena che ha portato più volte il Consiglio comunale ha manifestare profonda e totale sfiducia nei confronti dell’attuale presidente;
l’atteggiamento assunto del presidente del parco nei confronti dell’istituzioni locali sta inficiando la partecipazione dei cittadini e il coinvolgimento delle diverse categorie produttive, delle imprese legate al turismo, dell’associazionismo ambientale e culturale, comportando di fatto l’allontanamento dai principi ispiratori della legge quadro sulle aree protette (di cui alla legge n. 394 del 1991);
la perdurante assenza di un piano di indirizzo e di programmazione dell’ente sta creando profondi problemi all’intera Sardegna, dal punto di vista sia sociale che economico;
inoltre, il piano e il regolamento del parco, in attesa della definitiva approvazione da parte della Regione Sardegna, è stato adottato, senza il parere della comunità del parco e senza il coinvolgimento del Comune di la Maddalena, dal solo presidente che ne avrebbe stravolto i contenuti, cambiando radicalmente la stesura del piano presentato dal raggruppamento che ne aveva curato, tramite aggiudicazione di gara, la redazione;
lo stesso organo di indirizzo, pur in presenza di un progetto definitivo sul bike sharing e finanziamento concesso dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nel 2010, non ha vigilato sulla sua realizzazione e, nonostante le proroghe concesse, ha dovuto restituire il finanziamento di 250.000 euro al Ministero e di 100.000 euro al Comune di La Maddalena;
la caserma ex batteria “Zavagli” in uso all’ente parco, nonostante i diversi e onerosi interventi di riqualificazione, non è utilizzabile, in quanto priva del cambio di destinazione d’uso dei locali, sancito di recente dalla sentenza del Tar Sardegna del mese di agosto 2013;
in seguito a tale sentenza la Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha requisito tutti gli atti originali relativi a tutti gli interventi effettuati dall’ente parco per il recupero della caserma ex batteria Zavagli;
la stessa ex batteria Zavagli figura come casa del parco e centro visita museale e, dal maggio 2013, come sede legale del GECT-PMIBB (gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera – parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio);
l’organo di gestione del GECT-PMIBB, presieduto per legge dallo stesso presidente del parco, dottor Giuseppe Bonanno, non è stato dallo stesso ancora istituito e insediato nonostante la previsione di un obbligo di legge, con il rischio di sottoporre la Presidenza del Consiglio dei ministri, da cui dipendono i GECT, e lo Stato italiano a richiami da parte del Governo francese;
relativamente ad un’aggiudicazione di gara dell’ente avvenuta nel 2011 per affidamento di servizi ricadenti nel progetto GECT-PMIBB e lavori di riqualificazione dell’ex batteria Zavagli per la sede legale dello stesso gruppo, è stata avviata un’indagine della Guardia di finanza e della Procura della Repubblica di Tempio Pausania che ha emesso informazione di garanzia allo stesso presidente Bonanno e al responsabile dell’ufficio tecnico dell’ente;
sempre dagli organi di comunicazione locali si apprende che da molti anni giacciono inutilizzati e inservibili 2 autobus elettrici donati dal Ministero dell’ambiente, così come da anni giacciono inutilizzati 2 battelli spazzamare di proprietà del Ministero e circa 20 biciclette elettriche comprate dall’ente circa 8 anni fa e usate una sola stagione sono depositate, inutilizzate e abbandonate, in alcuni locali dell’ente;
le numerose problematicità e criticità di indirizzo e di programmazione dell’attuale gestione monocratica dell’ente parco inficiano l’efficacia dell’azione amministrativa e paiono lontani dall’essere risolti, né sembra che l’organo di indirizzo dell’ente, ovvero il suo presidente, abbia mai manifestato l’intenzione di adottare iniziative per una corretta gestione amministrativa dell’ente;
in tale contesto, l’ente parco è apparso più volte nelle cronache giudiziarie degli ultimi anni per la gestione amministrativa, compresa la vicenda dei concorsi nei quali il direttore del parco si è esposto con un evidente conflitto di interessi personale;
tale situazione ha, infine, reso impossibile da parte del parco l’esercizio della prelazione per l’acquisto dell’isola di Budelli, annullato con sentenza del Consiglio di Stato n. 1854/2015 per assenza del piano di tutela, determinazione fondamentale e non compiuta in 8 anni di guida,
si chiede di sapere:
se, a fronte di tante problematicità e criticità nella gestione dell’ente parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, non si ritenga necessario ed opportuno adottare ogni utile provvedimento atto a garantire una corretta e più funzionale gestione di indirizzo dell’organo di vertice dell’ente;
in osservanza delle disposizioni di legge e visto il permanere dell’assenza di indirizzo programmatico dell’ente, se il Governo non ritenga di dover procedere con urgenza alla nomina degli 8 componenti del consiglio direttivo, alla nomina della maggioranza dei suoi componenti;
se il Ministero dell’ambiente, in qualità di organo vigilante e di controllo sull’attività degli enti di gestione dei parchi nazionali, sia a conoscenza dei fatti esposti; se a fronte di una situazione di conclamate incapacità programmatiche dell’organo di indirizzo così evidenti con il rischio di eventuali irregolarità amministrative, non intenda avviare una completa verifica circa il rispetto della normativa di tutti gli atti amministrativi e gestionali dell’ente parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena finora prodotti; se abbia adottato o intenda adottare atti conseguenti e provvedimenti di autotutela per il rispetto della normativa vigente;
se non si ritenga opportuno informare con urgenza la Procura della Corte dei conti vista la possibilità di elevato danno erariale da parte dell’ente parco nazionale di La Maddalena;
quali iniziative e provvedimenti urgenti si intenda assumere per ripristinare l’immediata funzionalità di indirizzo programmatico e gestionale dell’ente parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, in considerazione delle richiamate violazioni normative da parte del responsabile dell’organo di gestione dell’ente nella persona del presidente, disponendo della facoltà di nomina e revoca da tale incarico;
se non si ritenga indispensabile e doveroso, nelle more della nomina e costituzione del nuovo consiglio direttivo, rimuovere l’attuale presidente e procedere con urgenza alla nomina del commissario straordinario del parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena.