venerdì 30 dicembre 2011

Nessun accordo fra le parti con grossi interrogativi per il primo dell'anno

Non si è trovato l’accordo nel tavolo convocato dalla società Cocktail Service di Selargius e la squadra sindacale che segue la vertenza dei quarantasei lavoratori delle mense delle scuole sottufficiali della Marina che a partire dal primo gennaio andranno ad annoverare la sfilza dei disoccupati maddalenini. I sindacalisti, fermi nella richiesta di riassunzione per tutti i licenziati, hanno tuttavia messo sul tavolo la seguente proposta: riassumere tutti i dipendenti alle stesse condizioni contrattuali ed economiche ma contestualmente aprire una crisi aziendale al fine concedere al personale il beneficio della cassa integrazione per le ore che la società non è disposta a pagare. In questo modo, si apprende da fonti sindacali, nessuno dei lavoratori avrebbe perso un euro di stipendio, e la messa in cassa integrazione per un anno sarebbe stata spalmata ciclicamente su tutti i lavoratori. Questa proposta non è stata accettata dalla società cagliaritana la quale ha fatto sapere che, a causa delle ristrettezze dell’appalto, non può comunque assumere tutti  quarantasei dipendenti. Intanto i lavoratori  giornalmente si riuniscono per fare il punto della vertenza assieme ai loro rappresentanti sindacali. Nella giornata di ieri hanno ricevuto la solidarietà del parroco Don Domenico Degortese quella  di Gian Luca Lioni responsabile innovazione e qualità radiotelevisiva, è stato in precedenza responsabile nazionale associazionismo e terzo settore del Pd. Anche l’amministrazione comunale, rappresentata dall’Assessore Maria Pia Zonca ha incontrato l’assemblea dei lavoratori la quale si è detta pronta a sostenere con ogni iniziativa le loro lotte. Il clima si fa sempre più incandescente con l’approssimarsi del primo giorno dell’anno quando la società potrebbe sostituire il personale con altri lavoratori. I sindacalisti di CGIL,CISL,UIL e CISAL in maniera unitaria e compatta, si sono comunque detti pronti a discutere ogni proposta venisse dalla società a patto che nessun lavoratore sia costretto a rinunciare al proprio posto di lavoro. Fanno sapere che ancora non hanno potuto visionare il nuovo capitolato e la relativa offerta economica, e che il numero di pasti erogato è identico, pertanto non si comprendono le ragioni del drastico taglio di posti di lavoro.PEONEpeoneblog@hotmail.it

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