venerdì 11 gennaio 2013

Nella ASL di OLbia è possibile donare il sangue del cordone omeblicale


 

 


La struttura del Giovanni Paolo II e’ stata accreditata dall’Assessorato regionale alla Sanità

 

Nella Asl di Olbia dal 2013 è possibile donare il sangue del cordone ombelicale: alla fine dello scorso anno il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II è stato accreditato al prelievo del sangue cordonale e ora le donne che lo desiderano potranno dare la loro approvazione al prelievo del sangue che rimane nel cordone ombelicale dopo la nascita del proprio bambino.

 “Il sangue del cordone ombelicale viene normalmente scartato assieme alla placenta, è però ricco di cellule staminali in grado di generare globuli rossi, bianchi e piastrine ed è dunque una risorsa preziosa, utilizzabile per il trapianto in bambini, ma anche in adulti di basso peso, con malattie del sangue e del sistema immunitario. Infatti il sangue del cordone ombelicale, dopo il midollo osseo e il sangue periferico, è la terza fonte di cellule staminali”, spiega Antonio Rubattu, direttore del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Olbia.

 
La donazione, completamente gratuita, non comporta rischi né per la madre né per il neonato: gli operatori del reparto di Ostetricia e Ginecologia della Asl di Olbia sono a disposizione della popolazione per fornire qualsiasi informazione o chiarimento.


Diventare donatrici è semplice: basta rivolgersi, durante il periodo di gravidanza, agli operatori del reparto di ostetricia dell’ospedale di Olbia, o al proprio ginecologo o medico di base, i quali potranno fornire alle donne tutte le informazioni e gli approfondimenti necessari per “affrontare una scelta consapevole”, aggiunge Rubattu.
Il sangue viene raccolto dopo la recisione del cordone ombelicale e le sacche raccolte vengono poi analizzate, classificate e conservate nella Banca del Sangue Cordonale (BSC) del Brotzu, centro di riferimento per la Regione Sardegna.

 

Nel momento in cui la donna decide di donare il sangue del cordone ombelicale viene indirizzata al Centro Trasfusionale che, eseguiti alcuni accertamenti, valuta l’idoneità alla donazione. Al momento del parto l’equipe del reparto di Ostetricia e Ginecologia, valutata la persistenza dell’idoneità della donna, dopo il parto effettua il prelievo che viene poi inviato a Cagliari.

 
“Si tratta di una decisione importante per i nuovi genitori e in particolare per la donna, perché le cellule sono utili nella cura di numerose patologie come leucemie, linfomi, alcuni tumori solidi, deficit immunitari, patologie genetiche come la talassemia. Il sangue da cordone ombelicale costituisce una valida alternativa trapiantologia per tutti quei pazienti, soprattutto pediatrici, in attesa di trapianto che non riescono a trovare un donatore di midollo osseo. Inoltre nel futuro si spera che queste cellule possano essere utilizzate per la cura di malattie immunologiche, come il diabete”, conclude Rubattu.

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