giovedì 23 aprile 2015

Battaglia comune in difesa del punto nascite


La Maddalena, le associazioni “Fidapa” e “Prospettiva donna” contro l’ipotesi di soppressione dell’Asl

LA MADDALENA. La difesa del Punto nascite dell’ospedale “Paolo Merlo” ha la voce corale di medici e cittadini. Per sostenere la battaglia sono arrivate da Olbia le rappresentanti della Fidapa Elisabetta Cocco, Prospettiva donna, Patrizia Desole, la past president Rina Pileri. «Confermo l’impegno di tutte le associazioni per impedire che il punto nascite sia soppresso – ha detto Pileri –. E ci sono tanti motivi a sostegno». A partire dall’insularità. «Chi vive nell' isola è abituato a convivere con le condizioni meteo avverse – afferma Pileri –. Un po’più difficile per chi non vive a La Maddalena e non può interpretarne i disagi e i rischi. Sembra che con leggerezza, anziché con rispetto, si voglia suggerire, condizionare, proporre uno stile di vita diverso da quello di sempre. Sembra si voglia proporre alle famiglie locali, alle coppie di giovani, alle donne in età fertile, di non procreare, di rinunciare al diritto all'assistenza in gravidanza e al parto. È successo, e succede, che in pieno benessere e senza fattori di rischio noti, si possano verificare patologie ostetriche che sfociano nel volgere di pochi minuti in emergenze. Non c'è tempo per i trasporti avventurosi, il tempo in questi casi è nemico della vita». Pileri snocciola alcuni dati. «I tempi medi di percorrenza col bel tempo fino ad Olbia sono di 90-120 minuti se non si è immersi nel traffico estivo – aggiunge –. Nell’ultima allerta meteo una emergenza sanitaria su giovane donna nel primo trimestre di gravidanza si è potuta risolvere soltanto alle 6 del mattino con il primo viaggio del traghetto Saremar».La legge nazionale tutela le strutture sanitarie con i centri nascita delle piccole isole e, altre regioni come la Toscana hanno già fatto accordi con le strutture sovracomunali pur di tutelare la comunità residenti all'isola d'Elba. Non lasciamoci raccontare che gli studi e le statistiche consigliano la chiusura dei centri nascita con meno di 1000 parti».PEONE

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